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Legge di Stabilità 2013 – novità in materia di Iva
Egregi Clienti, con la presente vorremmo fornirvi un quadro riassuntivo circa le novità che sono state introdotte dalla Legge di Stabilità 2013 n. 228//2012 in materia di Iva.

 Legge di Stabilità 2013 – novità in materia di Iva

Egregi Clienti,

con la presente vorremmo fornirvi un quadro riassuntivo circa le novità che sono state introdotte dalla Legge di Stabilità 2013 n. 228//2012 in materia di Iva.

Incremento dell’aliquota ordinaria al 22 per cento
A decorrere dal 1° luglio 2013 l’aliquota ordinaria IVA pari al 21 per cento viene incrementata al 22 per cento. A differenza dell’ultimo incremento dell’aliquota ordinaria dal 20 al 21 per cento per tutte le operazioni effettuate a partire dal 17 settembre 2011, questa volta i contribuenti potranno programmare per tempo i loro acquisti, anticipando al 30 giugno 2013, se possibile, quelli interessati dall’aumento dell’aliquota e posticipando gli altri.

Fatturazione dei servizi generici internazionali
Dal 1° gennaio 2013 cambia il termine per adempiere gli obblighi di fatturazione IVA, ma non viene modificato il presupposto temporale dell’operazione.
L’art. 6, comma 6 del DPR n. 633/72 continua a stabilire che il momento d’effettuazione per i servizi generici (art. 7 – ter) coincide, nei rapporti business to business in ambito internazionale, con l’ultimazione della prestazione. In deroga al criterio dell’ultimazione, tuttavia, la prestazione si considera eseguita se, prima di tale momento, è intervenuto il pagamento totale o parziale.
L’emissione anticipata della fattura (o dell’autofattura), invece, non determina l’anticipazione dell’effettuazione.
Dal 2013, però, l’operatore avrà più tempo per emettere la fattura. Il prestatore nazionale potrà fatturare al committente Ue o extracomunitario entro il 15 del mese successivo a quello dell’ultimazione (o del pagamento).
Lo stesso termine si applica per l’autofatturazione dei servizi ricevuti da operatori extracomunitari. 
     
Cessioni e acquisti di beni intra UE
Sia le cessioni, sia gli acquisti intracomunitari si considerano effettuati al momento dell’inizio del trasporto o della spedizione all’acquirente o a terzi per suo conto, dal territorio dello Stato (cessioni) o da quello dello Stato membro di provenienza dei beni (acquisti).
L’applicazione della nuova norma comporta rilevanti problematiche operative per gli acquisti. Fino al 31 dicembre 2012, l’acquisto intracomunitario si considera effettuato alla consegna dei beni al cessionario nel territorio dello Stato. Dal 2013, invece, conterà il momento della partenza dall’altro Paese europeo.
Inoltre, per le cessioni e gli acquisti intracomunitari gli acconti incassati o pagati sono irrilevanti ai fini dell’effettuazione dell’operazione: pertanto dal pagamento di tali acconti non scatta più l’obbligo di fatturazione.
Comunque, al contrario di quello che avviene per le prestazioni di servizi generici intracomunitarie, l’emissione in via anticipata comporta l’effettuazione dell’operazione e l’esigibilità dell’imposta fino a concorrenza dell’importo fatturato.

Fattura a tutto campo e “integrazione”
Per le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2013 è sostanzialmente generalizzato l’obbligo di emettere la fattura, anche per le cessioni e prestazioni non territoriali effettuate a soggetti passivi debitori dell’imposta in altro Stato UE e per tutte le operazioni che si considerano effettuate fuori UE a prescindere da status e/o luogo di stabilimento del cessionario/committente.
Nelle fatture passive, viene estesa la procedura di integrazione – prevista oggi per scambi intracomunitari e servizi “generici” resi da prestatore UE – alle cessioni di beni e ai servizi non generici forniti da soggetti comunitari. Cosi, l’integrazione del documento del cedente/prestatore diventa la modalità ordinaria di assolvimento degli obblighi IVA nei rapporti con operatori UE.
L’emissione dell’autofattura riguarda pertanto soltanto le operazioni commerciali acquisiti nei confronti di operatori extracomunitari.

Contenuto della fattura 
La riformulazione dell’art.21 del DPR n. 633/72 inserisce per la prima volta l’obbligo formale di indicare in fattura la partita IVA del cessionario/committente nazionale o UE anche se non è debitore dell’imposta ovvero del codice fiscale del soggetto nazionale che agisce quale consumatore finale. 
• Se l’operatore nazionale emette una fattura per una cessione di beni o una prestazione di servizi non territoriale nei confronti di soggetti passivi debitori dell’imposta in un altro Stato UE, l’operatore dovrà indicare in fattura la dicitura “inversione contabile” a testimonianza che l’IVA non è dovuta in Italia, ma nello Stato del committente/cessionario.  
• Se il soggetto passivo nazionale emetterà una fattura non territoriale per operazioni che si considerano effettuate fuori dall’UE, dovrà inserire in fattura, a prescindere dallo status del cessionario/committente, la dicitura “operazione non soggetta”. 
     
Fattura semplificata
Viene introdotto l’art. 21-bis che disciplina la fattura semplificata: è possibile emettere la fattura in forma semplificata, purché sia di ammontare complessivo non superiore ad euro 100 (limite elevabile a euro 400 ovvero rimosso per alcuni settori e/o soggetti).
La maggiore agevolazione consiste nella possibilità di indicare, in luogo dei dati identificativi del destinatario solamente il codice fiscale o partiva IVA del medesimo o numero di identificazione IVA per i soggetti UE, mentre nella quantificazione della base imponibile è sufficiente evidenziare il prezzo totale (IVA inclusa) e l’aliquota d’imposta applicata.


Speriamo di averVi fornito un utile riassunto circa le novità sull’aliquota IVA emanate dal nostro Legislatore e restiamo a Vs. disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti

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