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Transazioni commerciali
Egregi Clienti, Il DLgs. 192/2012 ha recepito la direttiva 2011/7/UE contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Nello specifico, i pagamenti effettuati oltre il termine dei 30 giorni dalla scadenza, ovvero entro il maggior termine stabilito contrattualmente non superiore comunque a 60 giorni salvo casi particolari, saranno maggiorati di interessi moratori senza necessità di sollecito e preavviso di inadempimento da parte del creditore.

 Transazioni commerciali - Disciplina dei termini di pagamento e degli interessi di mora 

Egregi Clienti,

Il DLgs. 192/2012 ha recepito la direttiva 2011/7/UE contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
Nello specifico, i pagamenti effettuati oltre il termine dei 30 giorni dalla scadenza, ovvero entro il maggior termine stabilito contrattualmente non superiore comunque a 60 giorni salvo casi particolari, saranno maggiorati di interessi moratori senza necessità di sollecito e preavviso di inadempimento da parte del creditore.
In merito, si precisa che:
- viene prevista la decorrenza automatica degli interessi di mora per i contratti conclusi a partire dall’1.1.2013;
- la disciplina riguarda tutti i pagamenti effettuati a titolo di corrispettivo tra imprese ovvero tra queste e le Pubbliche amministrazioni.

Ambito di applicazione
Le disposizioni in esame contro i ritardi nei pagamenti si applicano ad ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale.
A tali fini:
- per “transazioni commerciali” si intendono i contratti, comunque denominati, tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, che comportano, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi contro il pagamento di un prezzo;
- per “imprenditore”, si intende ogni soggetto esercente un'attività economica organizzata o una libera professione;
- per “pubblica amministrazione” si intendono le amministrazioni di cui all'art. 3 co. 25 del DLgs. 12.4.2006 n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture) e ogni altro soggetto, allorquando svolga attività per la quale è tenuto al rispetto della disciplina di cui al suddetto DLgs. 163/2006.
Le disposizioni in esame non trovano invece applicazione per:
- i debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore, comprese le procedure finalizzate alla ristrutturazione del debito;
- i pagamenti effettuati a titolo di risarcimento del danno, compresi i pagamenti effettuati a tale titolo da un assicuratore.

Termini di pagamento e decorrenza degli interessi moratori
Dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento, sull'importo dovuto decorrono i previsti interessi moratori, senza che sia necessaria la costituzione in mora.
A tali fini, per “importo dovuto” si intende la somma che avrebbe dovuto essere pagata entro il termine contrattuale o legale di pagamento, comprese le imposte, i dazi, le tasse o gli oneri applicabili indicati nella fattura o nella richiesta equivalente di pagamento.
In linea generale, ai fini della decorrenza degli interessi moratori si applicano i seguenti termini:
- 30 giorni dalla data di ricevimento da parte del debitore della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente; non hanno effetto sulla decorrenza del termine le richieste di integrazione o modifica formali della fattura o di altra richiesta equivalente di pagamento;
- 30 giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla data di prestazione dei servizi, quando non è certa la data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento;
- 30 giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla prestazione dei servizi, quando la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento è anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi;
- 30 giorni dalla data dell'accettazione o della verifica eventualmente previste dalla legge o dal contratto ai fini dell'accertamento della conformità della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali, qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca non successiva a tale data.
Nelle transazioni commerciali tra imprese le parti possono pattuire un termine per il pagamento superiore rispetto a quello sopra indicato. I termini superiori a 60 giorni:
- devono essere pattuiti espressamente; la clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto;
- non possono comunque essere gravemente iniqui per il creditore.
Nelle transazioni commerciali in cui il debitore è una pubblica amministrazione le parti possono pattuire un termine per il pagamento superiore a quello sopra indicato, ma comunque non superiore a 60 giorni:
- in modo espresso; la clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto;
- quando ciò sia giustificato dalla natura o dall'oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione.
I suddetti termini di 30 giorni sono raddoppiati, diventando quindi di 60 giorni:
- per le imprese pubbliche che sono tenute al rispetto dei requisiti di trasparenza di cui al DLgs. 11.11.2003 n. 333;
- per gli enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria e che siano stati debitamente riconosciuti a tale fine.
Quando è prevista una procedura diretta ad accertare la conformità della merce o dei servizi al contratto essa non può avere una durata superiore a 30 giorni dalla data della consegna della merce o della prestazione del servizio:
- salvo che sia diversamente ed espressamente concordato dalle parti e previsto nella documentazione di gara; l'accordo deve essere provato per iscritto;
- purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore.
Resta ferma la facoltà delle parti di concordare termini di pagamento a rate. In tali casi, qualora una delle rate non sia pagata alla data concordata, gli interessi e il risarcimento previsti dalla disciplina in esame sono calcolati esclusivamente sulla base degli importi scaduti.

Misura degli interessi moratori
Gli interessi legali di mora previsti dalla presente disciplina sono pari:
- al tasso di riferimento della Banca centrale europea (BCE), reso noto ogni sei mesi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze mediante pubblicazione di un apposito comunicato sulla Gazzetta Ufficiale; tale tasso di riferimento, per il primo semestre dell'anno cui si riferisce il ritardo, è quello in vigore il 1° gennaio di quell'anno; per il secondo semestre dell'anno cui si riferisce il ritardo, è quello in vigore il 1° luglio di quell'anno;
- maggiorato di 8 punti percentuali (prima 7 punti).
Gli interessi di mora in esame sono calcolati su base giornaliera, in modo semplice (cioè gli interessi non producono a loro volta interessi);
Nelle transazioni commerciali tra imprese è consentito alle parti di concordare un tasso di interesse diverso, purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore.

Risarcimento delle spese di recupero del credito
In caso di ritardo nel pagamento delle somme dovute, il creditore ha diritto anche al rimborso dei costi sostenuti per il recupero delle somme non tempestivamente corrisposte.
Al creditore spetta, senza che sia necessaria la costituzione in mora, un importo forfettario di 40,00 euro a titolo di risarcimento del danno. È fatta salva la prova del maggior danno, che può comprendere i costi di assistenza per il recupero del credito.

Nullità di clausole
Le clausole relative al termine di pagamento, al saggio degli interessi moratori o al risarcimento per i costi di recupero, a qualunque titolo previste o introdotte nel contratto, sono nulle quando risultano gravemente inique in danno del creditore. Si applicano gli artt. 1339 e 1419 co. 2 c.c.
Il giudice dichiara, anche d'ufficio, la nullità della clausola avuto riguardo a tutte le circostanze del caso, tra cui il grave scostamento dalla prassi commerciale in contrasto con il principio di buona fede e correttezza, la natura della merce o del servizio oggetto del contratto, l'esistenza di motivi oggettivi per derogare al saggio degli interessi legali di mora, ai termini di pagamento o all'importo forfettario dovuto a titolo di risarcimento per i costi di recupero.
Ai fini in esame:
- si considera gravemente iniqua, senza possibilità di prova contraria, la clausola che esclude l'applicazione di interessi di mora;
- si presume che sia gravemente iniqua la clausola che esclude il risarcimento per i costi di recupero del credito.
Nelle transazioni commerciali in cui il debitore è una pubblica amministrazione è nulla la clausola avente ad oggetto la predeterminazione o la modifica della data di ricevimento della fattura. La nullità è dichiarata d'ufficio dal giudice.

Decorrenza
Le nuove disposizioni in materia di ritardi nei pagamenti delle transazioni commerciali, di cui al presente provvedimento, si applicano a decorrere dalle transazioni commerciali concluse dall'1.1.2013

Speriamo di averVi fornito un utile riassunto circa importante novità sulle modifiche emanate dal nostro Legislatore e restiamo a Vs. disposizione.

Cordiali saluti

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