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Legge di stabilitą 2016
Ultime novitą fiscali in merito alla legge di stabilitą, emanata con legge n. 208 del 30/12/2015 e in vigore dal 01/01/2016

 Regime forfettario

Dal 2016 il regime forfettario sarà l’unico agevolato e non sarà più possibile accedere al regime dei minimi con tassazione al 5%. Con la legge di stabilità è stata ritoccata l‘attuale soglia dei ricavi massimi prevedendo un aumento di euro 10.000 per le piccole e medie imprese e di euro 15.000 per i professionisti. Di conseguenza, la nuova soglia di onorari prevista per i professionisti ammonta ad euro 30.000.

L’imposta sostitutiva prevista per il regime forfettario è pari al 15% e, in caso di inizio di una nuova attività, si applicherà l’aliquota del 5% per i primi 5 anni. A partire dal 2016 i pensionati o i lavoratori dipendenti che svolgono anche un’attività autonoma o d’impresa potranno accedere a detto regime anche se l’attività autonoma non risulta prevalente a condizione, però, che i redditi da lavoro dipendente e assimilati non eccedano euro 30.000.

 

Super-ammortamento

Un’altra novità introdotta riguarda l’introduzione di un bonus fiscale volto ad agevolare l‘acquisto di cespiti strumentali ammortizzabili nuovi, effettuato nel periodo 15 ottobre 2015 – 31 dicembre 2016. Dall’agevolazione sono esclusi gli acquisti di beni immateriali, di beni usati nonché di beni nuovi aventi un coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5% (pertanto sono esclusi anche gli immobili). L’agevolazione fiscale prevista consiste nella possibilità di dedurre ai fini IRPEF/IRES maggiori quote di ammortamento; a tale situazione non si perviene mediante aumento della percentuale di ammortamento ma mediante aumento del 40% del costo storico del bene acquistato. La maggiore deduzione del 40% dovrà essere ripartita durante tutta la durata del periodo fiscale di ammortamento del cespite. Ai fini del super ammortamento sono agevolabili anche le acquisizioni di beni strumentali nuovi effettuate attraverso contratti di leasing finanziario. In questo caso, la maggiorazione del 40% riguarderà la quota capitale del canone di leasing nonché il prezzo finale di riscatto. Si ribadisce che l’agevolazione è di carattere meramente fiscale, ove il relativo risparmio fiscale si ottiene tramite una variazione in diminuzione della base imponibile in sede del modello UNICO, mentre gli ammortamenti contabili verranno calcolati come di consueto. L’agevolazione compete sia alle imprese che ai liberi professionisti.

 

Costi black list e paradisi fiscali

Si ricorda che il D.Lgs. 147/2014 ha eliminato, con decorrenza dell’esercizio 2015, l’indeducibilità integrale dei costi sostenuti presso fornitori domiciliati in Stati o territori a fiscalità privilegiata, sostituendola con la regola del valore normale. In pratica se il costo non eccede il calore normale, la deduzione è libera, mentre per dedurre l’eventuale importo che supera il valore normale è richiesto la dimostrazione dell’esistenza di un particolare interesse economico. I costi black list, anche se contenuti nel valore normale, dovranno ancora essere annotati separatamente nel modello UNICO 2016. Dal periodo d’imposta 2016, la legge di stabilità modifica nuovamente la regola, la deducibilità sarà soggetta soltanto alle condizioni previste per ogni altro costo o spesa (inerenza e competenza). Sarà anche eliminato l’obbligo dell’indicazione separata dei costi black list in sede di dichiarazione dei redditi; resta invece in vigore l’obbligo di comunicazioni delle operazioni IVA attive e passive eseguite con tali stati.

La lista dei paesi considerati paradisi fiscali in riferimento alle norme sulle società controllate (CFC) viene abrogato e si introduce un criterio di carattere generale, secondo cui si considerano a regime fiscale privilegiato tutti gli Stati o territori nei quali la disciplina fiscale, anche speciale, prevede un livello di tassazione nominale inferiore al 50% di quello applicato in Italia.

 

Esenzione IRAP agricoltura e imposta di registro per terreni agricoli

Viene abrogata l’imposta regionale IRAP per le imprese agricole (tutte quelle che fin ora hanno usato l’aliquota IRAP di 1,9%) indicate all’art. 32 del TUIR.

L’imposta di registro del 12% applicata ai trasferimenti di terreni agricoli è aumentata al 15%.

 

Agevolazioni IRAP

La franchigia di deduzione IRAP per le piccole imprese viene aumentata da euro 10.500 ad euro 13.000. Invece la deduzione forfettaria di 8.000 Euro per le società di capitali rimane invariata.

 

Stagionali – costo di lavoro deducibile al 70%

La legge stabilità 2016 stabilisce ora la deduzione del costo del lavoro ai fini IRAP nei limiti del 70% della differenza tra il costo complessivo per ogni lavoratore stagionale e le (eventuali) deduzioni spettanti ai fini dell’IRAP. Il lavoratore stagionale deve essere impiegato per almeno 120 giorni per due periodi d’imposta.

 

IVA – note di variazione e procedure concorsuali

Quando il debitore è dichiarato fallito o quando inizia un’altra procedura concorsuale può essere emessa una nota di credito per il recupero dell’IVA mai incassata dal debitore stesso. Tale novità avrà effetto per le procedure aperte a partire dal 1° gennaio 2017; nel frattempo valgono le vecchie regole che permettono l’emissione di una nota di credito appena nel momento di chiusura della procedura concorsuale.

 

Note di variazione IVA e reverse charge

Un’altra novità riguarda la possibilità di emettere note di variazioni IVA anche a favore del cessionario o del committente che abbia già assolto, con il meccanismo del reverse charge, l’imposta relativa all’operazione da rettificare.

Un soggetto che abbia acquistato da un prestatore comunitario un servizio in regime di reverse charge, il cui valore imponibile si riduce in conseguenza dell’applicazione di un abbuono per sopravvenuto accordo tra le parti, potrà dunque provvedere all’emissione di una nota di variazione che andrà a diminuire l’importo dell’IVA a debito / credito rilevante in sede di applicazione del reverse.

 

Agevolazione “prima casa” allargata

Secondo la nuova legge l’agevolazione “prima casa” sarà concedibile anche se il contribuente ha già la proprietà di una casa acquistata con la stessa agevolazione, a condizione che, entro un anno dal nuovo acquisto agevolato, la casa precedentemente posseduta venga alienata (a qualsiasi titolo e quindi sia con compravendita sia con donazione).

 

Detrazione IVA acquisto unità immobiliari residenziali

La legge stabilità 2016 prevede una nuova agevolazione consistente nella possibilità di detrarre dall’IRPEF lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, il 50% dell’IVA relativa all’acquisto di unità immobiliari residenziali, in classe energetica A / B, cedute dalle imprese costruttrici. La detrazione spetta per tutti gli acquisti effettuati entro il 13.12.2016 e va ripartita in 10 quote annuali.

 

Bonus “mobili ed elettrodomestici” prorogato e nuovo bonus “mobili giovani coppie”

È confermata la proroga fino al 31.12.2016 della detrazione IRPEF del 50% su una spesa massima di Euro 10.000 riconosciuta ai soggetti che sostengono spese per l’acquisto di mobili e/o grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.

In sede di approvazione della legge stabilità è stata introdotta una nuova detrazione IRPEF, pari al 50%, su una spesa massima di 16.000 Euro, per l’acquisto di mobili destinati all’arredo dell’abitazione principale nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016. Il nuovo bonus è riservato alle giovani coppie (coniugi ovvero conviventi more uxorio), che costituiscono nucleo familiare da almeno tre anni, in cui almeno uno dei due non abbia superato i 35 anni di età. Detta spesa deve essere sostenuta dal 01.01. al 31.12.2016 e la detrazione va ripartita in 10 quote annuali.

Tale detrazione non è cumulabile né con la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e risparmio energetico né con il bonus “mobili elettrodomestici”.

 

Detrazioni recupero edilizio e risparmio energetico prorogati

È disposta la proroga alle condizioni previste per il 2015, sia delle detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che per quelli di riqualificazione energetica. In particolare per le spese sostenute fino al 31.12.2016 (anziché fino al 31.12.2015) la detrazione:

o   per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è riconosciuta nella misura del 50%, su un importo massimo di spesa pari a 96.000 Euro;

o   per gli interventi di risparmio energetico e riqualificazione energetica è riconosciuta nella misura del 65%, fino a predeterminati limiti della detrazione d’imposta a secondo il tipo dell’intervento.

Leasing agevolato per i giovani

È prevista per i periodi d’imposta dal 2016 al 2020, una detrazione IRPEF per i giovani che, all’atto di stipula del contratto di locazione finanziaria, avente per oggetto un fabbricato abitativo da adibire ad abitazione principale, abbiano un’età non superiore 35, un reddito complessivo annuo non superiore a 55 mila euro e non siano titolari di diritti di proprietà su altri immobili a destinazione abitativa. La detrazione (attualmente 19%) va calcolata su un ammontare massimo di canoni annuali di Euro 8.000, e su un ammontare di riscatto massimo di Euro 20.000.

Se un soggetto ha un’età superiore a 35 anni le predetta detrazione è ridotta del 50%.

In caso di cessione del contratto di leasing in esame è applicabile l’imposta di registro nella misura dell’ 1,5%.

 

Proroga dei termini di accertamento

La legge di stabilità 2016 abrogando la norma sul raddoppio dei termini in presenza di una denuncia penale, ha allungato i tempi previsti per la rettifica ai fini delle imposte dirette e dell’IVA.

Più precisamente, a decorrere dal periodo d’imposta 2016 (Unico 2017) gli uffici potranno notificare gli accertamenti entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione ovvero se omessa o nulla entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui si sarebbe dovuto presentare.

 

 

 

Società e privatizzazione immobili e mobili registrati

Le società potranno assegnare o cedere ai soci gli immobili non strumentali per destinazione e i beni mobili registrati non utilizzati come beni strumentali beneficiando di importanti sconti fiscali.

L’assegnazione o la cessione dovrà avvenire entro il 30 settembre 2016 e l’agevolazione si applica a condizione che i soci beneficiari fossero titolari di tale qualifica già al 30 settembre 2015.
L’imposta sostitutiva da applicarsi alla plusvalenza realizzata attraverso la vendita o l’assegnazione è pari all‘8% (invece del 27,5% IRES e 2,76% IRAP). Nel caso in cui la società sia considerata non operativa in almeno due dei tre periodi d’imposta precedenti l’assegnazione/la vendita sconta un’imposta sostitutiva pari al 10,5%. Il vantaggio fiscale dell’operazione è ulteriormente ampliato dal fatto che il valore di mercato a cui fare riferimento per il calcolo della plusvalenza in caso di assegnazione non è il valore di scambio o valore normale, bensì un valore determinato sulla base delle rendite catastali, che normalmente è notevolmente inferiore. Detto valore è poi considerato anche il valore minimo, sotto il quale non si può scendere, nel caso di cessione.
Sul versante IVA non si ottiene invece alcun vantaggio, dovendosi applicare le regole ordinarie. Per le assegnazioni e le cessioni ai soci degli immobili, soggette all’imposta di registro in misura proporzionale, le relative aliquote sono ridotte alla metà e le imposte ipocatastali sono dovute in misura fissa. In alternativa all’assegnazione o alla vendita è possibile optare per la trasformazione della forma giuridica della società attuale in società semplice. La società semplice non genera alcun reddito di impresa e, di conseguenza, non è nemmeno tenuta ad adempiere gli obblighi contabili.

 

Privatizzazione“ degli immobili da parte dell’imprenditore individuale

L’imprenditore individuale che alla data del 31 ottobre 2015 possiede beni immobili strumentali per destinazione può optare entro il 31 maggio 2016 per l’esclusione agevolata di questi dal patrimonio dell’impresa. L’agevolazione risulta di particolare interesse per l’imprenditore che intende cessare l’attività. In tal caso, i beni appartenenti al patrimonio d’impresa devono essere estromessi da esso per destinarli al patrimonio privato con la conseguente emersione di plusvalenze tassabili in misura ordinaria. Attraverso la nuova agevolazione è ora possibile tassare la plusvalenza mediante l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell‘8%. Inoltre, la determinazione della plusvalenza avviene anche in maniera agevolata facendo riferimento al valore dell’immobile determinato su base catastale e non al valore normale di mercato.

Ai fini IVA bisogna invece applicare le regole ordinarie, però ci sono dei casi ove l’IVA non trovi
applicazione. Per quanto riguarda invece l’imposta di registro, questa non è dovuta dal momento che l’estromissione dell’immobile dalla sfera imprenditoriale non richiede alcun atto notarile.

 

Rivalutazioni beni d’impresa

I beni d’impresa risultanti dal bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2015 possono essere oggetto di rivalutazione nel 2016. La rivalutazione riguarda sia le immobilizzazioni ammortizzabili che non ammortizzabili e rileva solo ai fini fiscali (una rivalutazione effettuata esclusivamente ai fini civilistici non è ammessa), mediante il calcolo sul maggior valore di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF/IRES e IRAP e relative addizionali che è pari al 16% per quanto riguarda i beni ammortizzabili e al 12% per gli altri beni.

In contropartita della rivalutazione dovrà essere iscritta tra le voci del patrimonio netto una riserva di rivalutazione, che sarà in sospensione d’imposta. Per rendere profittevole l’intera operazione è possibile affrancare quest’ultima mediante il versamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF/IRES, IRAP e addizionali pari al 10%.

Il maggior valore attribuito ai beni rivalutati si considera riconosciuto ai fini fiscali dal 2018, anno a
partire dal quale possono essere fatti valere i maggiori ammortamenti. Per la rilevanza ai fini delle
plusvalenze e minusvalenze da cessione, la rivalutazione sarà riconosciuta a partire dal 2019.
Nonostante la previsione del pagamento di un’imposta sostitutiva, l’operazione risulta nel complesso assai onerosa e alquanto incerta dal punto di vista giuridico, proprio perché si sono registrate in passato diverse opinioni tra loro contrastanti con riguardo alla rivalutazione di fabbricati con terreni “sottostanti” per usare i termini dell’Amministrazione finanziaria.

 

Rivalutazione delle partecipazioni e dei terreni

È stata reintrodotta la possibilità di rivalutare le partecipazioni e i terreni (edificabili e non) detenuti da persone fisiche non in regime di impresa o di lavoro autonomo.

L’imposta sostitutiva, da calcolarsi sull’intero valore rivalutato del terreno o della partecipazione
qualificata, è pari all‘8% - anche per le partecipazioni non qualificate - e dovrà essere versata entro il 30 giugno 2016.

 

Nuove assunzioni ed esonero contributivo limitato

La legge di stabilità 2016 ha reintrodotto l’agevolazione per gli assunti a tempo indeterminato nel 2016, ma limitatamente per due anni (2015: 3 anni) e per una misura massima del 40% degli oneri previdenziali dovuti dall’azienda e comunque, sino a Euro 3.250 annui (2015: Euro 8.060). L’incentivo non si potrà ottenere se il lavoratore ha prestato attività con contratto indeterminato nei sei mesi precedenti la nuova assunzione presso qualsiasi datore di lavoro.

 

Riduzione aliquota IRES dal 2017

Viene confermata la riduzione dell’aliquota dell’imposta sul reddito delle società che passerà dall’attuale 27,5% al 24%, ma solo per gli esercizi fiscali dal 2017 in poi. Per le banche e gli istituti finanziari invece scatterà un’addizionale IRES del 3,5%.

 

Limite all’uso del denaro contante

È stato innalzato ad Euro 2.999,99 il nuovo limite all’uso del contante. Il vecchio limite di Euro 999,99 rimane ancora in vigore per i cd. money transfer.

 

Obbligo POS e sanzioni

Con la legge stabilità 2016 l’obbligo di accettare i pagamenti tramite POS da parte di imprese e professionisti è stato esteso alle carte di credito, senza alcun limite di importi minimi. Merita inoltre sottolineare che con un apposito DM saranno fissate oltre alle modalità attuative anche le sanzioni applicabili in caso di violazione del predetto obbligo. L’obbligo può esser disatteso in caso di “oggettiva impossibilità tecnica”.

 

Entrata in vigore riforma sanzioni tributarie

È prevista l’anticipazione al 1.1.2016, rispetto alla data del 1.1.2017, del nuovo regime delle sanzioni tributarie introdotto dal D.Lgs. n. 158/2015, in attuazione della Riforma fiscale contenuta nella Legge n. 23/2014.

 

Interessi legali

Il tasso d´interesse legale scende dallo 0,5% allo 0,2% a partire dal 01.01.2016.

 

L’emanazione durante il 2010 di norme e direttive riguardanti il tema “transfer pricing” fra società residenti in due Stati diversi, nonché la particolare attenzione che ultimamente l’Amministrazione Finanziaria italiana dedica ai rapporti commerciali con l’estero fa sì che le modalità con le quali i soggetti non residenti lavorano in Italia dovranno essere riesaminati e verificate.

Un tema di fondamentale importanza rappresenta, pertanto, il concetto di stabile organizzazione, in quanto al realizzarsi della stessa scattano determinati obblighi contabili e fiscali, la cui mancata osservazione viene severamente sanzionata.

 

1. Lineamenti della disciplina

La stabile organizzazione si caratterizza per la presenza in Italia di una sede fissa d’affari in cui l’impresa estera esercita in tutto o in parte la sua attività.

 

Ci sono, però, casi in cui l’elemento umano, in senso lato (persone) basta da solo a realizzare l’ipotesi della stabile organizzazione. In questi casi la relazione di dipendenza dall’impresa determina una stabile organizzazione, ancorché faccia difetto l’installazione fissa (cioè avere una sede fissa in Italia).

Gli elementi essenziali della stabile organizzazione personale sono:

1.       la “dipendenza” della persona (fisica o giuridica) dall’impresa estera, tanto che si parla di “agenti dipendenti” (elemento soggettivo);

 

 

2.       l’esercizio di poteri che permettono all’agente di concludere contratti a norme dell’impresa estera, connesso al carattere di abitualità dell’esercizio dei predetti poteri (requisito oggettivo).

 

1.1 La “dipendenza” della persona (elemento soggettivo)

L’Ocse chiarisce che una persona non costituisce stabile organizzazione dell’impresa per conto della quale svolge la sua attività soltanto se:

-          essa è indipendente dall’impresa sia dal punto di vista giuridico che economico

-          essa opera nel quadro normale della propria attività allorché svolge attività per l’impresa.

Si tratta di due condizioni che devono verificarsi congiuntamente. E’difficile che la seconda si verifichi nel caso in cui l’agente sia effettivamente un lavoratore dipendente dalla casa madre.

Relativamente all’indipendenza economica, se l’attività svolta da una persona a favore dell’impresa estera è vincolata da istruzioni dettagliate, ovvero è sottoposta ad un esteso controllo da parte di tale impresa, non è possibile ravvisare l’indipendenza dell’agente dall’impresa stessa.

Un indice dell’indipendenza economica è costituito dalla presenza di rischio imprenditoriale in capo all’agente. Un ulteriore indizio dell’indipendenza economica è costituito dal fatto che l’agente abbia più di una società preponente. 

è Con circolare 21 genanio 1975, n. 350300, l’Amministrazione finanziaria ha affermato che l’ambito dell’ordinaria attività di un agente indipendente è costituito essenzialmente nella rappresentanza di più imprese, per cui non può ritenersi che l’agente indipendente agisca nell’ambito della sua normale attvità, se questa attività consiste soltanto nel trattare per conto della sola impresa in qualità di intermediario con esclusiva.

 

Si osserva che in linea di principio secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione una società residente in Italia e controllata da una società non residente possa essere considerata stabile organizzazione della controllante.

 

 

1.2 Il potere “abituale” di concludere contratti a nome dell’impresa (elemento oggettivo)

L’ambito oggettivo richiede la presenza di due requisiti:

a)       il potere di concludere contratti;

 

b)       l’abitualità.

 

 

Il potere di concludere contratti prescinde dalla circostanza che in capo all’agente sussista o meno un formale potere di firma dei contratti stessi. Se una persona è autorizzata a negoziare tutti gli elementi e i dettagli che vincolano l’impresa estera, essa esercita i poteri nel proprio Stato, anche se il contratto è poi firmato da un’altra persona nello Stato nel quale l’impresa è situata.

In relazione all’abitualità il potere di concludere contratti per l’impresa deve essere esercitato ripetutamente e non in casi isolati.

 

In base al commentario OCSE la frase “potere di concludere contratti a nome dell’impresa” non va interpretata letteralmente, ma riguarda anche gli agenti che concludono contratti vincolanti per l’impresa anche se essi non sono formalizzati a nome dell’impresa.

 

è La Cassazione con la sentenza n. 3368/02, riprendendo il Commentario OSCE afferma, che “il potere di concludere contratti” non deve essere inteso nel senso di una rappresentanza diretta, ma comprende anche tutte quelle attività che abbiano contribuito alla conclusione di contratti, anche se gli stessi siano stati conclusi in nome dell’impresa.

 

 

 

 

 

 

 

2. Stabile organizzazione ai fini IVA

Mentre com’è stato sopra evidenziato per le imposte dirette si può avere una stabile organizzazione anche in assenza di un requisito materiale (una sede fissa in Italia), tipico caso della stabile organizzazione personale, ai fini IVA viene richiesto il duplice requisito e cioè:

 

-          l’esistenza di un soggetto dotato di poteri abitualmente esercitati che gli permettono di concludere contratti in favore dell’impresa estera;

-          una sede fissa di affari consistente o una organizzazione produttiva stabile (“centro di attività stabile”).

Alla presenza di entrambi questi requisiti la stabile organizzazione assume valenza non solo per le imposte dirette, ma anche per l’IVA.

 

 

3. Casi concreti di stabile organizzazione personale

Si propongono due casi concreti di inquadramento della stabile organizzazione personale:

 

3.1 Società italiana agente dipendente della società austriaca

 

-          Una società madre svizzera costituisce una società in Italia.

-          La società costituita in Italia assume dei dipendenti che svolgono esclusivamente l’attivitá di vendita di prodotti per una società austriaca, che è anche essa società figlia della società svizzera. La società costituita in Italia ha il potere di rappresentanza e di conludere contratti per la società austriaca.

 

-          La società italiana emette fatture con provvigione per le vendite realizzate in Italia alla società austriaca.

 

-          La società austriaca emette le fatture di vendita per prodotti direttamente dall’Austria ai clienti italiani.

La società italiana è una stabile organizzazione della società austriaca, poiché agisce in modo tale da non potere essere considerata un intermediario indipendente ed ha il potere, esercitato abitualmente, a concludere contratti in nome della stessa. Alla stessa conclusione si arriva, qualora ci fosse un diretto rapporto di partecipazione fra la società austriaca e la societá italiana.

 

3.2 Dipendenti operanti in Italia per una società tedesca

-          Una società tedesca assume direttamente dei dipendenti in Italia che svolgono esclusivamente l’attività di vendita di prodotti per questa società tedesca in Italia. Per potere assumere i dipendenti in Italia viene richiesto l’attribuzione di codice fiscale per la società tedesca. I dipendenti assunti in Italia hanno il potere di rappresentanza e di concludere contratti.

-          I contributi previdenziali e l’IRPEF per i dipendenti saranno versati in Italia.

-          La società tedesca emette le fatture di vendta per merci direttamente dalla Germania ai clienti italiani.

In tale caso la società tedesca realizza in Italia una stabile organizzazione personale con l’assunzione diretta dei dipendenti da parte della società tedesca.

 

4. Tassazione della stabile organizzazione

In linea generale ove contestato l’esistenza di una stabile organizzazione in Italia, alla stessa vanno attribuiti gli utili che si ritiene sarebbero stati da essa conseguiti se si fosse trattato di un’impresa distinta e separata svolgendo attvitià identiche o analoghe in condizioni identiche o analoghe e in piena indipendenza dall’impresa di cui essa costituisce una stabile organizzazione. L’obiettivo è, quindi, quello di individuare gli utili che un’impresa indipendente dalla casa madre conseguirebbe svolgendo le stesse attività della stabile organizzazione.

Il reddito della stabile organizzazione è determinato in Italia attraverso l’imputazione ad essa degli elementi reddituali, attivi e passivi, desumibili dalle scritture contabili disciplinante dalle norme interne. 

Si osserva che il metodo della determinazione del reddito della stabile organizzazione ripartendo con varie formule l’utile globale dell’impresa, secondo quanto previsto dal paragrafo 4 dell’art. 7 del Modello OCSE, non è utilizzato in Italia. Tale metodo è applicabile soltanto nel caso particolare di un accertamento relativo al reddito di stabili organizzazioni in Italia in caso d’omessa dichiarazione.

 

5. Contestazioni circa l’esistenza di una stabile organizzazione

Nella prassi, ove viene contestato l’esistenza di una stabile organizzazione, viene quasi sempre anche contestato che la stessa assume valenza ai fini IVA.

Le conseguenze, pertanto, in sede di accertamento sono devastanti:

-          viene contestato l’omessa tassazione del reddito realizzato dalla stabile organizzazione;

 

-          viene contestato l’omesso assoggettamento ad IVA del fatturato realizzato dalla stabile organizzazione;

-          viene contestato l’omessa tenuta della contabilità;
viene contestato l’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’IVA.

Per tali motivi è fondamentale che il modello organizzativo in Italia viene ben inquadrato, evitando nella radice eventuali rischi di vedersi contestato l’esistenza di una stabile organizzazione “nascosta” sul territorio italiano.

 
 
 
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